Se lavori al Traffic a Venaria in questi giorni, fino a quando non tramonta il sole, sembra tu sia rinchiuso in una sorta di Guantanamo. Il sole picchia, il caldo ti lecca, i container che ospitano gli uffici di produzione sono territorio da difendere, per avere un'alito d'aria condizionata… Arrivo poco prima delle diciotto, in cinque in macchina con uno scatolone enorme che contiene non so cosa che mi schiaccia sul sedile e mi impedisce di vedere dove andiamo, fortunatamente so che ci vogliono venti minuti per arrivare al Traffic dalla zona di porta Susa, dove sono in hotel. In "area" troviamo tutti al loro posto. Glenda mi saluta e mi dice quasi a giustificarsi che il primo giorno, quello di ieri, è sempre il più incasinato. Ora gli automatismi produttivi son chiari a tutti. Fabrizio Gargarone, mi sgrida amichevolmente perché non aveva visto nel primo pomeriggio il blog pubblicato. Al seguito oggi mi porto Martina, la mia fidanzata e due ragazzi inglesi di circa ventanni, uno è il figlio di Terry Hall cantanti degli Specials, che salutandomi la sera prima mi aveva detto: "take care of may son…". Ci mancherebbe, se non altro sta cosa rientra in una sorta di debito karmico che credo di avere con lui.
Mi faccio il solito giro sul palco, oggi il programma è comunque fondamentalmente dance, ma non mancano però ampli, chitarre, batteria, basso e tastiere. Suonano i Klaxons a spezzare il dominio della line up da parte della Planet Turbo l'etichetta di Tiga. Noto subito una tastiera allucinante, una Suzuki. L'avevo usata per intrattenere mia figlia quando nel nostro primo viaggio Londra insieme, l'anno scorso, si era ammalata ed eravamo rimasti priogionieri, soli, in casa di Howie B per tre giorni. E' un'oggetto strano, una mezza chitarra da PlayStation ibrida ad una tastiere dal design mediorientaleggiante.
Sul palco c'è al lavoro il backliner dei Klaxon e nel suo flight case per le chitarre noto subito la foto di Strummer (eccoci che ci risiamo…), lui mi indica ache quella di Jonny Cash, chiedo se posso fare uno scatto e lui sereno mi dice di stare tranquillo: "we got no secrets here". Sembra un'hippie alto circa due metri, pieno di tatuaggi la cui definizione è logorata dal tempo, ha metà del petto completamente tatuata a scacchi bianchi e neri.
Gli unici che zampettano come grilli, malgrado il caldo, nella zona camerini sono propio i Klaxons. Gli ho incontrati in giro a Milano qualche volta e ho lavorato per loro durante il festival Elita, in occasine di un loro deejay set al Plastic. Gruppo giovane, per i giovani, pantaloni stretti con mezzo culo di fuori, faccia da bambini, alcuni bellini altri meno. Ci salutano, si presentano, forse attirati dal profumo di Mazar el Sharif che arriva dal nostro mini cerchio di sedie all'ombra. Uno è mezzo italiano, Antony il chitarrista, e ci racconta che sua nonna paterna siciliana voleva farlo chiamare Nunzio e sua madre gli disse di andare a "fuck off !!!". Non riescono a stare fermi, dopo tre minuti hanno organizzato, coinvolgendo le ragazze dell'ufficio di produzionedi DNA Concerti, una partita ad un gioco assurdo, una sorta di Crocket, Cricket, Birilli, lancio di pezzi di legno contro pile di altri pezzi di legno fatti a forma di corona… Dietro di loro la Reggia di Venaria, sembra uno scorcio di Maria Antonietta di Sofia Coppola, ci fermiamo li a guardarli ma nulla capiamo delle regole del gioco che stanno seguendo, sara anche il Mazar el Sharif…
Andiamo a cercare del cibo e a far visita agli stand marchiati SLOW FOOD. Che stile! Immagina di essere assalito da una voglia improvvisa di cibo buono durante una delle serate del festival e di poter evitare la solita salamella della disperazione. Focaccia di Recco, Piadina vera Romagnola, Olive all'Ascolana quasi afrodisiache. E vino bianco e rosso di prima qualità, per finire gelato artigianale con gli ingredienti che arrivano dai vari presidi. Attacchiamo bottone con lo stand dei vini, lui è di Cremona ma vive a Bra, salta fuori la storia di Casino Royale e un giro lo paghiamo e uno lo offre lui. Anche noi abbiamo qualcosa che arriva da un "presidio particolare" e facciamo una sorta di scambio di assaggi. Incontriamo Max Casacci che da impeccabile padrone di casa racconta agli ospiti inglesi delle due mostre che ci sono alla Reggia: una sulla figura di Cristo nell'arte e l'altra un'esposizione di "Lanterne Magiche", molte delle quali proiettano immagini erotiche, il cinema prima del cinema, wow!!! Oggi voglio andarci di fisso.
L'impianto comincia a pompare, basse frequenze pulsazioni in quattro quarti, gironzoliamo appoggiandoci di qua e di la fino a quando non tocca ai Klaxoson. Saliamo sulla tribuna difronte al palco, alla nostra mini cricca si è aggiunto Oliver, uno dei ragazzi con cui lavoro, un vero junky di musica. A lui piacciono, alla mia fidanzata no, a me non danno fastidio, li trovo piacevoli, suonano bene compatti, un bell'impasto vocale. La luce dei motorizzati dal palco investe la gente, le teste oscillano e l'effetto dall'alto è simile a quello di un banco di sardine illuminato durante una ripresa subacquea notturna. Decidiamo che Tiga è troppo e non volendo sperimentare null'altro di psicotropo, decidiamo di andare verso i Murazzi dove dall'una in poi continua la notte del Traffic. Un pick up per quattro è veramente difficile da trovare a questora, tutti lavorano e gli artisti hanno la precedenza assoluta. Quindi ci adeguiamo e ci incamminiamo risalendo la corrente attraverso le sardine folgorate dal suono di Tiga e dalla luce del palco e andiamo verso il bus navetta che ci scarica a piazza Vittorio. Ottimo, mezzora di sonno, prima di scendere ai Murazzi. I due inglesini non ci credono, un casino del genere non c'è nemmeno a Brick Lane. Son troppo fuso per spiegargli in inglese ed in modo conciso l'epopea dei Murazzi, ma in passato non li avrei mai mollati qui con il naso all'insù. Da Giancarlo Tati ci da un'ospitalità full optional, come da programma qui si suona hip hop e ci sentiamo tutti più a casa. Io sono spezzato e loro si sono svegliati, non rifiutano la centesima birra, mentre vado a prendere il taxi gli indico il Puddhu Bar gli dico di farsi un giro volessero perdersi in un contesto elettronico fresco e inedito. L'appuntamento è per oggi, un giro in centro, poi ancora a Venaria per le Lanterne Magiche, le Olive all' Ascolana e Seun Kuty con tanto di Fela's Egypt 80, il buon Daniele Baldelli e l'Ebreo ( Mazar el Sharif qui è perfetto!!!) e Africa Bambaataa per ribadire che Torino è hip hop, veramente hip hop.
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